Sex Work Regulations in Germany

“La Riforma della legge sulla prostituzione non protegge i lavoratori del sesso, vuole proteggere la società dalla prostituzione”- Intervista a Tanja dell’associazione lavoratori del sesso BesD

Sex workers protest in Nuremberg, August 2014. Photo by Voice4Sexworkers. All Rights Reserved.

“La vostra protezione è oppression” Nel mese di Agosto 2014, i lavoratori del sesso hanno protestato a Norimberga in Baviera, quando il Ministro della Famiglia Manuela Schwesig, principale promotore della riforma della legge sulla prostituzione in Germania, ha visitato un centro di consulenza per i lavoratori del sesso. Foto di Voice4Sexworkers

Questa intervista è di Arianna G. per la rivista Kaufmich, una pubblicazione per escort e clienti. Please click here to read the English version of “Interview with Tanja from sex worker association BesD”.

Tanja Sommer è escort e attivista per i diritti dei lavoratori del sesso

Ariane: Quanti anni hai e dove abiti?

Tanja: Ho vissuto in Baviera negli ultimi dieci anni, in una bella zona dell’Alto Palatinato, a Regensburg, per l’esattezza. Ho 53 anni, questa è la mia età reale, probabilmente non sono la escort più giovane, ma non posso lamentarmi di mancanza di interesse da parte degli uomini.

Ariane: Da quando lavori come escort?

Tanja: Ho fatto le mie prime esperienze otto anni e mezzo fa, e da otto anni sto lavorando in modo indipendente.

Ariane: Hai avuto esperienze con diversi tipi di lavoro sessuale?

Tanja: Anzitutto io sono curiosa, inoltre fin dall’inizio ho conosciuto via Internet altri colleghi, così ho potuto visitare e provare diversi luoghi di lavoro. Qualche volta ho anche scritto dei rapporti su quei luoghi. Ho iniziato in un salone di massaggio in un appartamento, ho fatto “outcalls” in case private e alberghi,ho lavorato come escort con il sito escortservice, poi ho lavorato in un appartamento che ho arredato insieme ad altre colleghe. Ad un certo punto ho voluto conoscere di persona quelli che avevo incontrato su Internet e così sono andata da loro per vedere come era il lavoro in altri contesti. Ho lavorato in una casa privata, la “Susie” a Pirmasens, che è ancora una delle più belle location che io abbia mai visto. Ci sono appartamenti condivisi da diverse colleghe e da una signora, oppure si possono affittare singoli appartamenti per conto proprio.

Volevo anche conoscere i club, dal momento che Nasti, un collega, stava lavorando in uno di questi, così sono andata più volte al Sakura a Böblingen, e una volta al Paradise di Leinfeld-Echterdingen [nei pressi di Stoccarda], una volta sono anche andata al famigerato Pussyclub a Fellbach. Per me è stato molto educativo . Attraverso i colloqui con le colleghe e le intuizioni che ho avuto, ho cambiato la mia opinione sui club a tariffa forfettaria. Ho anche dato un’occhiata ai Laufhäuser e ho affittato una camera. Nel corso del tempo ho trovato la mia nicchia, e ora sto lavorando quasi esclusivamente come escort o faccio outcalls negli alberghi. Quando sono a casa, i clienti possono farmi visita nel mio grazioso appartamento e passarci la notte.

Ariane: Da quanto sei nel movimento per i diritti dei lavoratori del sesso?

Tanja: E iniziato intorno al 2007. All’inizio ero un moderatore a sexworker.at [un forum online da e per i lavoratori del sesso dei paesi di lingua tedesca] , poi nel forum per i clienti.

Ariane: Perché hai iniziato?

Tanja: Quando mi accorgo che le cose non sono giuste, non riesco a tenere la bocca chiusa, e non solo per parlare, ma anche per cercare di cambiare veramente le cose. Fornire servizi sessuali è stata per me una grande occasione di lavorare in modo indipendente e con successo alle mie condizioni, e mi ha permesso di lavorare con un orario flessibile. Ci sono state frequenti incomprensioni tra colleghi e clienti, e ci sono stati argomenti e alcune interazioni sociali che ho trovato inaccettabili. È per questo che ho cercato di far capire alle persone il mio e il nostro mondo e le esperienze di tutti i giorni, e penso di aver avuto un buon impatto. Ho sempre sostenuto i miei colleghi, quando sentivo che erano trattati ingiustamente e non potevano difendersi. Già nel 2007 capivo che le cose cominciavano a cambiare in peggio, ed era mia opinione che se non avessimo unito le forze per stabilire le nostre regole, allora avremo finito per essere regolati dall’alto. Ma che sarebbe successo attraverso persone che non hanno alcuna conoscenza e alcuna connessione con il nostro lavoro e quindi non possono entrare in empatia con noi.

Ho provato più e più volte a sensibilizzare i miei colleghi, ma tutto è caduto nel vuoto. Le risposte che ho ricevuto sono state sempre “Non cambierà nulla”; “Non so perché sei così preoccupata”; “E’ tipico tedesco, si vuole una regola per ogni cosa”.Per essere onesti, io non sono felice di aver avuto ragione, ma sono molto contenta che, nel frattempo, molti colleghi hanno finito per essere d’accordo con me e hanno iniziato a difendere i loro diritti, anche se solo con una adesione all’Associazione dei Servizi Sessuali [BesD]. Finalmente abbiamo una voce, e ci ascoltano, anche se questo significa una quantità incredibile di lavoro e di impegno personale, e lo so fin troppo bene perche sono uno dei membri del consiglio.

Le proposte di riforma del Governo della legge sulla prostituzione

Ariane: Qual è la tua opinione sui punti chiave della proposte di riforma della legge sulla prostituzione?

Tanja: Temo sia solo la punta di un iceberg, perché la proposta in questione non è altro che una dichiarazione preliminare su questioni sulle quali i partiti di governo sono già d’accordo, senza doverne discutere ulteriormente. A mio parere, l’opinione pubblica e i media dovrebbero prestare particolare attenzione, perchè altrimenti nessuno ci farà caso quando il disegno di legge sarà discusso,e per farlo passare basterà un timbro del Parlamento. Non riesco a togliermi la sensazione che ci sia di più in serbo per noi, qualcosa che che non hanno ancora detto. In molti punti non riescono a prendere in considerazione la nostra esperienza di lavoro quotidiano , e contrariamente a ciò che i politici proclamano ad alta voce, non faranno di tutto per proteggerci, ma serviranno solo a rendere impossibile il nostro lavoro.

“Registrazione obbligatoria” e “obbligo di notifica” – Usano intenzionalmente termini che la persona media conosce e accetta per buoni. Ecco perché non ci pensano e gridano con entusiasmo “Sì, questo è un bene, lo devono fare tutti comunque”. Questa non è la stessa cosa , però, non è la stessa registrazione presso l’autorità di tutti i cittadini o lavoratori autonomi . Si tenta in realtà di rendere i lavoratori del sesso i primi lavoratori impegnati in un’attività legittima che devono registrarsi presso la polizia della loro città di residenza. Promettono di proteggere i nostri dati, ma la mia esperienza personale mi dice che questo non sta avvenendo nemmeno oggi!

Siamo inoltre tenuti a ricevere una “patente di prostitute”, che dovremo poi presentare agli ispettori,agli operatori, agli agenti di polizia e ai clienti. Obbligo di notifica, inoltre, non significa dare comunicazione alle autorità fiscali, perché questa è già obbligatoria. In futuro, saremo tenuti a dare comunicazione alla stazione di polizia locale ogni volta che lasciamo la nostra città di residenza per lavorare altrove, dobbiamo annunciare dove abbiamo in programma di lavorare, all’arrivo informare la polizia della nostra nuova posizione e informarli per quanto tempo abbiamo intenzione di restare, e poi riferire una volta tornati a casa. Questa previsione vale per tutti i fornitori di servizi sessuali,indipendentemente dal fatto che siano escort, lavoratrici del sesso di strada, chi lavora in un Laufhaus, in un club o qualsiasi altro luogo. Potremmo parlare di in questo modo di tutti i punti chiave della proposta, ma suppongo che andrebbe oltre lo scopo di questa intervista.

Ariane: Ci si potrebbe abituare a tutto questo? Che cosa criticate?

Tanja: No, a questo non ci si può abituare. A parte il divieto di pubblicità di pratiche non sicure come AO [“Alles ohne”; “tutto senza (preservativo)”], la riforma non servirà a proteggerci,come si sostiene, ma vuole ampliare i poteri di polizia per proteggere la società dalla prostituzione. L’intenzione è quella di mettere un freno alla prostituzione. Non viene fatta alcuna distinzione tra la prostituzione visibile e quella che si svolge in privato, e non si presta attenzione alle diverse esigenze che ne derivano. Stanno creando ostacoli che comporteranno l’impossibilità per molti di noi di lavorare legalmente, criminalizzando coloro che semplicemente non possono registrarsi senza dover temere conseguenze, ad esempio madri o donne che hanno un lavoro principale altrove, che saranno costrette a lavorare illegalmente o a smettere.

Queste misure favoriranno quelle stesse circostanze che dovrebbero prevenire. Si creerà un universo parallelo in cui si deve pagare per avere protezione, inclusa la protezione da parte della polizia, e creeranno quella dipendenza che nessuna donna vuole. Ciò che veramente mi infastidisce è come la tratta di esseri umani è intesa come qualcosa che si verifica esclusivamente nel contesto del lavoro sessuale, e il fatto che vogliono fare questa riforma per combattere la tratta di esseri umani. In altri settori lo sfruttamento è tacitamente accettato e addirittura promosso: sanità, agricoltura, industria, lavoro interinale, lavori 1 euro, bassi salari e così via.

Proposte di riforma da parte dei lavoratori del sesso

Ariane: Quale sarebbe la situazione giuridica ideale per regolamentare il lavoro sessuale?

Tanja: Prima di tutto il lavoro sessuale deve essere depenalizzato, e quindi deve essere fatto di più per destigmatizzare ulteriormente il nostro lavoro. Il lavoro sessuale deve essere accettato come una professione freelance, e c’è la necessità di una visione differenziata dei diversi tipi di lavoro sessuale, per trovare regole che servano a migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori del sesso nelle diverse circostanze. I divieti di esercitare la prostituzione in alcune zone devono essere soppressi e posti in discussione solo come soluzioni pragmatiche se ci sono problemi con la prostituzione visibile, e residenti locali, lavoratori del sesso, operatori e politici devono essere coinvolti in queste discussioni.

Ci dovrebbe essere la possibilità di avere un rapporto contrattuale di lavoro nei club a tariffa forfettaria, nei saloni di massaggio, con le agenzie e in tutti quei luoghi nei quali vi sia interesse ad avere assistenza sessuale, senza che questo sia però obbligatorio.I fornitori di servizi sessuali devono avere il diritto di decidere se intendono entrare in un rapporto contrattuale di lavoro o se preferiscono lavorare come freelance. In tutti gli altri tipi di lavoro sessuale i vincoli contrattuali sono impossibili senza che questi ostacolino la mobilità dei lavoratori del sesso e li costringano a rimanere in un determinato luogo anche se non vogliono. Inoltre, qualsiasi futura legge deve essere una legge federale alla quale gli Stati federali [Bundesländer] siano tenuti a dare piena attuazione. In caso contrario, saremmo sottoposti all’ arbitrio delle autorità in ciascuno dei singoli Stati. Basta guardare Monaco di Baviera: la città ha rifiutato fin dall’inizio di attuare la legge sulla prostituzione del 2002 e ha dichiarato il 97% della città come zona off-limit.

I lavoratori del sesso devono essere coinvolti come esperti nella discussione sulle modifiche della legge. I diversi punti devono essere chiaramente definiti in anticipo in modo che tutti possano lavorare sulle stesse basi. Il Governo federale deve fornire i fondi per ampliare le consultazioni sanitarie gratuite per le persone sessualmente attive, e non solo per i lavoratori del sesso e i clienti, ma anche per chi cambia spesso partners sessuali.

Tavole rotonde devono essere regolarmente convocate in tutti gli Stati federali e devono coinvolgere esperti della materia. Devono ricevere finanziamenti anche le consulenze professionali per i nuovi arrivati e programmi di ri-orientamento al lavoro .Ci sono troppi ostacoli all’accesso alla previdenza sanitari pubblica per la maggior parte dei liberi professionisti, per questo sono favorevole all’introduzione di un ufficio di assistenza sociale per i liberi professionisti per consentire loro di ottenere l’assicurazione sanitaria e pensionistica. C’è un lungo e difficile percorso davanti a noi, ma questo non ci deve dissuadere dal perseguirlo e costruirlo.

Ariane: Grazie mille per l’intervista. Vi auguro un sacco di forza per i compiti che verrano.


Associazione dei Servizi Erotici e Sessual [BesD] Sito Web | FacebookTwitter. Tanja Sommer su Twitter: @TanjaBesD Potete contattarla via email all’indirizzo tanja[at]berufsverband-sexarbeit.de. Ariane G. è un ex lavoratrice del sesso e un’attivista per i diritti dei lavoratori del sesso. Ariane su Twitter: @hauptstadtdiva. Voice4Sexworkers è un progetto di e per i lavoratori del sesso e rivolto a chiunque voglia saperne di più sul lavoro sessuale. Sito WebFacebook | Twitter. Traduzione originale dal tedesco di Matthias Lehmann. Grazie mille a Paolo Bello per la traduzione in italiano. Clicca qui per vedere l’originale tedesco.

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